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Blog a cura del PdCI di Apricena. Via A.Diaz,43 71011 Apricena (FG) http://www.comunistidiapricena.it/

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Pio La Torre,27 anni dopo.

La mattina del 30 aprile 1982, insieme a Rosario Di Salvo, Pio La Torre stava raggiungendo in auto (una Fiat 132) la sede del partito. Alla macchina si affiancarono due moto di grossa cilindrata: alcuni uomini mascherati con il casco e armati di pistole e mitragliette spararono decine di colpi contro i due uomini. Pio La Torre morì all'istante mentre Di Salvo ebbe il tempo per estrarre una pistola e sparare alcuni colpi, prima di soccombere.

                 

 

Era il Segretario Generale della Cgil siciliana. Lottava per migliorare la condizione dei braccianti agricoli e dei contadini ma seguiva con molta attenzione il processo allora crescente di industrializzazione. Tenne a battesimo i primi nuclei di classe operaia, di proletariato industriale che si andavano formando in Sicilia nel fervore delle tante attività che si installavano attorno ai grandi impianti della Chimica.

E’ figlio di contadini poverissimi, è un siciliano che viene dalla terra più misera. E’ nato nella borgata di Altarello di Baida, frazione di Palermo. In casa dormivano insieme alle bestie, non avevano la luce elettrica. Ha fatto le lotte dei braccianti, la dura trafila politica dei comunisti siciliani, ed è arrivato fino a Roma, come deputato nazionale e membro della Commissione antimafia. Ma nel 1981 ha chiesto al partito di tornare a Palermo, e il suo desiderio è stato subito esaudito: a Botteghe Oscure, i fatti siciliani sono sempre difficili da capire, e, se si trova un volontario, lo si accontenta subito. La Torre, poi, ha persino preparato una proposta di legge antimafia, molto articolata, in cui si chiede di indagare sui patrimoni, oltre che sulle persone. Una novità. Strana, come tutte le novità. A Palermo si è subito buttato nella propaganda contro la base missilistica di Comiso. Spiega ogni giorno che, se entrerà in funzione, arriveranno 10.000 soldati americani, la Sicilia diventerà una specie di portaerei, porto franco, e tutti i traffici illeciti con gli Stati Uniti diventeranno più facili. Promuove petizioni, raccoglie firme. Alla federazione di Palermo non è che siano entusiasti di lui, dell’ex contadino che guidava le lotte dei braccianti e che ora si appassiona ai pacifisti di Comiso. Anche nel Pci siciliano ci sono dirigenti che si sono stufati di vivere nel passato, e vogliono poter dire la loro sul futuro. E se il futuro sono grandi appalti, grandi opere, allora non bisogna restarne fuori

Aveva una capacità di trascinazione straordinaria dovuta alla innocenza e genuinità dei suoi ideali: credeva davvero nelle cose che proponeva. La forza enorme delle sue convinzioni seduceva e mobilitava le persone.

 

Pio La Torre aveva fatto balenare ai siciliani la possibilità di un profondo storico cambiamento

Il PCI siciliano, dopo di lui, si ricorda per due cose: l'appoggio dato al movimento per l'abusivismo edilizio capeggiato dall'Onorevole Monello Sindaco di Vittoria e legittimato dalla segreteria regionale del partito ed il convegno di Villa Witaker con i cavalieri del lavoro catanesi che tracciava un progetto di sviluppo sul modello Catania spacciata per la Milano del Sud, due scelte che hanno inciso profondamente anche all'Assemblea regionale siciliana aprendo una fase di degenerazione dell'Autonomia oggi culminata nel governo Lombardo dopo i governi Capodicasa, Cuffaro... Oggi la Regione Siciliana è una mostruosa sanguisuga che assorbe le risorse della Sicilia. Spende miliardi di euro per la sua stessa burocrazia e per alcune categorie sussidiate. Sono convinto che se non esistesse i siciliani starebbero assai meglio. Il sogno di Pio di una Sicilia sviluppata dalla sua Autonomia è finito in una palude. Sul versante della lotta alla mafia, l'opera di Pio La Torre ha dato i suoi frutti maggiori non solo per la legge che porta il suo nome ma anche per avere aperto la strada ad una generazione di magistrati che si è impegnata e che ha avuto i suoi martiri da falcone a Borsellino a tutti gli altri.

 

Ma La Torre è uno che ha visto anche gli arricchimenti; a lui i nomi dei morti di Palermo dicono qualcosa. Spulcia negli elenchi della camera di commercio e nota che sono registrate aziende che partono con un capitale di un milione e in tre anni lo aumentano fino a tre miliardi. Ogni mese un aumento di capitale. Di queste cose parla nelle riunioni politiche; dice di fare attenzione a quelli che consigliano di entrare finalmente a fare parte del governo effettivo della città.

 

Perché è stato ammazzato Pio La Torre? 
Per Comiso? 

Tanti dicono di sì. L’ha ucciso il “potere occulto sovranazionale”, termine che ha sostituito “criminalità organizzata”, a sua volta eufemismo di mafia.

 

Nell’estate del 1992 arrivò però un’altra versione, fornita da Leonardo Messina, mafioso pentito del paese di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Secondo Messina, La Torre fu ucciso su ordine di Totò Riina, capo dei corleonesi, preoccupato per il suo attivismo e in particolare per la sua proposta di legge riguardante i patrimoni dei mafiosi. Riina incaricò dell’uccisione Loreto Plicato,di Vallelunga, uno stiddaro che costruiva armi da fuoco. Plicato uccise La Torre, disse Messina, ma Riina non si fidava totalmente di lui, così dopo una settimana lo fece uccidere.

Giovedi'  30 aprile alle 12,oggi quindi, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avra' luogo, a Montecitorio, la cerimonia di scoprimento di una targa in onore del deputato Pio La Torre. Interverra' il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini.

 

Grazie a wikipedia e Pietro Ancona.

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