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Blog a cura del PdCI di Apricena. Via A.Diaz,43 71011 Apricena (FG) http://www.comunistidiapricena.it/

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Vernola 'io fuori dal PDL, partito senza democrazia'

BARI, sabato 9 maggio 2009 - ORE 13.56

Con una lettera a Silvio Berlusconi e, per conoscenza, al Presidente del Partito Popolare Europeo Wilfried Martens e al Capogruppo Partito Popolare Europeo al Parlamento Europeo Joseph Daul, l'europarlamentare uscente Marcello Vernola, eletto cinque anni fa nelle liste di Forza Italia ma non ricandidato in questa tornata elettorale, ha deciso di abbandonare il PDL. Le motivazioni sono state ribadite questa mattina, durante una intervista a Radio Nova. "Avevo partecipato con entusiasmo alla costituzione del Pdl, e vi avevo partecipato come delegato di diritto insieme agli altri parlamentari europei - scrive Vernola a Berlusconi - La delusione però, nel constatare l'assoluta mancanza di democrazia interna, è stata talmente forte dal convincermi del passo unico possibile: abbandonare questo partito. Il Popolo della Libertà, che vuole rappresentare in Italia il popolarismo europeo non ha, purtroppo, nulla dei nobili principi del popolarismo. Anzi, va sempre più configurandosi come una formazione autoritaria, incapace di garantire luoghi di confronto tra voci diverse. Dopo che Forza Italia aveva nominato i parlamentari nazionali secondo la volontà dei soli vertici di partito, pensavo che lo scivolone formale, sostanziale e qualitativo del 2008 venisse colmato con un doveroso cambio di rotta in virtù della nascita ufficiale del nuovo partito. La vicenda delle liste per le elezioni europee - continua Vernola - doveva essere il primo banco di prova importante per il neonato Pdl, invece ha rappresentato la prima clamorosa e inquietante testimonianza di come si intenda procedere. Le liste sono state composte con criteri antidemocratici, dettati dai gusti del capo-partito e dalle simpatie e antipatie dei capetti locali, ministri e non.( Evidente il riferimento al ministro Fitto, ndr). Nonostante le Sue reiterate affermazioni di salvaguardia delle capacità dimostrate dai singoli nei lavori europarlamentari, con un semplice tratto di penna alcuni nomi, fra cui il mio, sono stati esclusi dalle liste. Può, l'essere "fidanzata del figlio di un prefetto amico di…", ( il riferimento qui è a Barbara Matera, ndr) costituire la motivazione esaustiva per l'inserimento in lista di una pur bella ma acerba neolaureata? L'aver scambiato il ruolo di parlamentare europeo con quello di uno stageur è offensivo per l' istituzione europea, che necessita invece del lavoro qualificato di un personale politico in grado di studiare e proporre leggi che poi avranno riflesso sulla vita dei cittadini di tutti i Paesi che compongono l'Unione europea. Italia inclusa. Il corso di formazione per giovani donne, eccellenti magari nella recitazione e nel canto, non può costituire un metodo democratico di scelta dei migliori da candidare al Parlamento europeo. Tanto più in presenza di una palese volontà di costruire liste semi-bloccate predeterminando gli eletti attraverso l'esclusione dei parlamentari uscenti più forti. Del resto le liste non sono state neanche vagliate, nè tanto meno votate, dall'ufficio di presidenza del partito nè dalla sua direzione nazionale. Si potrebbe inoltre discutere delle novità che il partito presenta, ma che sono nuove semplicemente perchè vengono da altri partiti, o per la situazione giudiziaria di alcuni, che altrove sarebbe stata ostacolo insormontabile, ma non nel Pdl. Scelte fatte dal leader del partito, che nel frattempo al popolo ha concesso solo il nome del movimento politico e una farsa, quella dei gazebo, per la nomina dei delegati al congresso con liste bloccate. Nomi designati dagli apparati di partito, che hanno escluso pregiudizialmente le decine di migliaia di militanti dei Circoli della Libertà da Lei promossi per favorire la partecipazione popolare. Potrei continuare con la mancata elezione degli organi congressuali, dall'ufficio di presidenza alla direzione nazionale; con l'esclusione del capo delegazione al Parlamento europeo dall'ufficio di presidenza, nonchè con la lottizzazione a tavolino di tutti i coordinatori regionali e provinciali e persino dei loro vice. Un leader vero è autorevole, non autoritario. E questo non è un partito degno di rappresentare il popolo, di cui porta il nome. Io invece - conclude Vernola - voglio conservare la libertà di continuare il mio impegno nella tradizione del popolarismo europeo al servizio del popolo, in spirito pienamente democratico. Ed è con questo spirito che continuerò a fare politica, nel Ppe, libero e forte". 

redazione Teleradioerre 


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Finalmente qualcuno se ne è accorto...menomale!
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